(Premessa: quando wordpress mi chiede il log in, la situazione è davvero tragica.)
New York mi ossessiona, non riesco più a liberarmene!
Sono circa 1100 le foto totali scattate durante il viaggio, arrivo a casa e dopo la prima “scrematura” diventano circa 700…e New York c’è. In tutti quegli scatti meravigliosi, mozzafiato, come la più fantastica città che io abbia mai visitato. I ricordi perciò sono tanti, e soprattutto belli, felici, spensierati…surreali, li rivivo nella mia testa sempre di più, nei gironi che seguono il ritorno e il mio riabituarmi al nuovo fuso orario (zzz…). Ma non solo la mia mente torna all’America, no, anche TUTTO il resto. Prendo in mano un nuovo libro da leggere, sotto Suo consiglio: bello, avvincente, ambientato…a Washington (ok ok, è vero, non ci sono stata io lì, ma i riferimenti comunque sono evidenti). Divoro l’ennesimo capolavoro di Dan Brown e prendo uno dei primi libri che mi capita tra le mani, ancora incartato, dalla libreria di mia mamma. La protagonista abita nella grande mela, per la precisione a Long Island City (e lo preciso con gioia, perchè solo grazie al poliziotto Chan l’ho potuto scoprire anch’io, a meno di un’ora dopo aver messo piede negli Stati Uniti, grazie Chan…per tutto!!) e lei continua a vagare tra Midtown, Uptown, Downtown, Chinatown, il Ponte di Brooklyn, il Queens, Ground Zero, lo skyline della Lower Manhattan…tutto, di nuovo tutto New York, e il libro parla di ben altro.
Poi i video musicali, a iosa. I telefilm, i cartoni animati (Futurama e pure American Dad, due puntate differenti ambientate lì), i braccialetti “in contemporanea con gli U.S.A.”.
Assurdo, e ci ritorneremo, ovvio.
Oltre a questo, (e da qui si deduce che il post di ritorno dall’America NON sarà unicamente dedicato al racconto di tutto il viaggio) come si nota dal titolo, vorrei parlare di lei.
Arancione.
Non mi aspettavo fossi così. Avevo sentito parlare di te, mio malgrado, di te e della tua piccola sorellina, con la quale ora però non stai più, e nessuno potrà negare che sei e sarai sempre una brutta bestia. Grazie però per avermi “salvato la vita”; sbucata fuori dopo una calda notte d’estate, dopo la routine, dopo l’attesa, una buona dose di paura, ansia in bomba, una botta di coraggio e via. Oh oh oh, me incosciente twenteenager…per fortuna non ero da sola. Ed ora è tutto passato, ma senza di te, piccola arancione, sarebbe stato tutto molto, ma molto più difficile. Grazie dai. Ti tengo qui con me, nella scatolina dei ricordi, onde evitare ulteriori casini, ih ih!
Mentre mi sciolgo qui davanti al piccì, ne approfitto per avvisare la gentile clientela che sono in possesso di ben due biglietti per ben due concerti feeenomenaaali!! E vai di rooock!!!*